PGT SOLBIATE OLONA - La verità: Più Rigenerazione Urbana, Più Verde e meno consumo di suolo
COMUNE DI SOLBIATE OLONA - CONSIGLIO COMUNALE - SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2024
Punto n. 3 all’o.d.g.: “Variante n. 2/2023 al Piano di governo del territorio (PGT) unitamente alla Valutazione ambientale strategica (VAS) nonché studi e regolamenti di settore a supporto: adozione”.
SAPORITI ‒ Sindaco: Passiamo al punto n. 3 all’ordine del giorno: “Variante n. 2/2023 al Piano di governo del territorio (PGT) unitamente alla Valutazione ambientale strategica (VAS) nonché studi e regolamenti di settore a supporto: adozione”. Passo la parola subito all’Assessore Stefano Catone e anche al progettista, l’Architetto Moriggi, che poi ci illustrerà meglio le linee guida del PGT. Prego.
CATONE ‒ Assessore Grazie. Buongiorno a tutte e a tutti. Oggi portiamo in Consiglio comunale l’adozione della variante al Piano di governo del territorio, che si è aperta con il procedimento relativo oltre un anno fa, praticamente, e che non finirà qui. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi torneremo in Consiglio comunale per la definitiva approvazione, dopo il raccoglimento dei pareri dei cittadini e degli Enti superiori, come già in parte, per altre questioni, soprattutto relative alla VAS, è avvenuto nei passaggi precedenti. Io farò una breve presentazione degli indirizzi che abbiamo seguito nell’attuare il Piano e poi passerò la parola all’architetto Moriggi, che, invece, entrerà più nel dettaglio della presentazione del Piano stesso. Comincio citando quelli che erano i nostri obiettivi esplicitati nel programma elettorale e poi, di conseguenza, nel DUP (Documento unico di programmazione), per quanto riguarda in particolare due missioni:
la missione 6 “Assetto del territorio e edilizia abitativa” e la missione 7 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”. Per quanto riguarda la missione 6, tra gli obiettivi che si è data questa Amministrazione c’era la tutela del territorio, evitando l’espansione delle aree edificabili e sostenendo la possibilità di recuperare gli edifici civili e industriali dismessi; la revisione del progetto di spostamento dell’area feste, con il ritorno alla collocazione originale; la valorizzazione degli edifici di archeologia industriale presenti nel fondovalle. Per quanto riguarda, invece, la missione 7, i punti fondamentali del nostro programma, integrati, poi, nel DUP, erano la creazione di una cintura verde intorno all’abitato, attraverso la conservazione del patrimonio boschivo agricolo esistente; la realizzazione di percorsi storico-naturalistici ciclopedonali; la creazione di spazi di socializzazione attraverso l’istituzione di orti urbani; infine, la rivalutazione del progetto di costruzione di vasche in cemento nel cosiddetto “pratone” sul fondovalle, vasche di laminazione. Questi erano gli obiettivi contenuti nel programma. Abbiamo dato attuazione in parte a questi obiettivi, prima attraverso un Piano di rigenerazione che abbiamo portato in Consiglio comunale negli anni scorsi e che si fonda su una legge, la legge regionale n. 18/2019, intitolata “Misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente”. Attraverso questa legge abbiamo individuato dei primi ambiti di rigenerazione sui quali ricadono misure incentivanti per il ripristino e la riqualificazione di questi ambiti che abbiamo individuato come bisognosi di interventi di questo tipo e che vedete indicati nella mappa, nella cartina, che li sintetizza e individua. Dopo entreremo più nel dettaglio, perché la variante si innesta su questo Piano e lo espande, lo approfondisce. Il Piano di rigenerazione urbana prevedeva anche degli ambiti di rigenerazione pubblici, che sono stati premiati da Regione Lombardia con un finanziamento di 416.000 euro, che sono attualmente in fase di attuazione. Alcuni sono completati, in realtà, e alcuni in fase di attuazione. Parliamo dell’ambito sulla provinciale, dalla pesa fino alle scuole, del parco agricolo, degli orti urbani e del parco inclusivo, che sono in fase di realizzazione o completati (nel caso del parco inclusivo) e della riqualificazione dell’area ex Macchi, cioè del Parco Solbiello, anche quello in fase di ultimazione. Sugli obiettivi che citavo prima, questi, come ambiti di rigenerazione, a cui si sommano gli ambiti pubblici, invece, abbiamo costruito la variante, espandendoli, mettendoli a sistema e recependo tutto ciò all’interno della variante del PGT, di conseguenza. Faccio qualche passo indietro. Quando abbiamo avviato il procedimento, oltre un anno fa, era una delibera di Giunta del novembre del 2022, gli obiettivi strategici, che erano in linea, di fatto, con il DUP, riguardavano la riduzione del consumo di suolo, la semplificazione normativa, il consolidamento e la riqualificazione del sistema economico esistente, la localizzazione di strutture e di impianti tecnologici in maniera più coerente, la ridefinizione di alcune progettualità (l’esempio che ho citato, quello dell’area feste), la valorizzazione del paesaggio rurale, anche attraverso la sua possibile fruizione (paesaggio agricolo e rurale) e la qualificazione della cintura verde. Infine, una rete ciclabile che fosse a servizio di questo intero sistema. Le linee di indirizzo non sto qui a ripeterle completamente, perché ricalcano in larga parte quello che ho già detto: consumo di suolo, riuso e riqualificazione, riqualificazione del centro storico, integrazione della rete ecologica regionale. Abbiamo fatto anche un investimento, come spiegherà l’architetto Moriggi, sulla rete ecologica comunale. Concludo con questa slide, dove ho cercato di sintetizzare i punti cardine della variante, premettendo che si tratta di una variante puntuale perché interviene su determinati ambiti del Piano di governo del territorio ben precisi, ma non ridisegna interamente il Piano di governo del territorio. Ci sono alcune tavole, alcuni documenti che restano inalterati rispetto a quello vigente e ci sono, invece, delle modifiche che abbiamo voluto integrare secondo gli obiettivi che dicevo. C’è un forte investimento sulla rigenerazione urbana, che va ad ampliare gli ambiti di rigenerazione, che diventano in totale 11. C’è una riduzione delle aree di trasformazione molto importante, che ci permette di ridurre il consumo di suolo di circa 50.000 metri quadrati, che sono pari a più di otto campi di calcio a undici. C’è un investimento sulla rigenerazione sia urbana che rurale. Il bisogno residenziale, che è stato aggiornato secondo le stime che ha fatto l’architetto Moriggi, basandosi sulle fonti che ha consultato, è stato rivisto e viene soddisfatto interamente all’interno del tessuto urbano consolidato. Il bisogno residenziale è soddisfatto interamente all’interno del tessuto urbano consolidato. C’è una variazione negativa, in riduzione, degli abitanti potenziali teorici, che diventano 361. La riduzione è pari a 76 abitanti teorici nel futuro. C’è anche da dire che la crescita prevista nei documenti non si è realizzata. Anzi, siamo andati leggermente in diminuzione. È mantenuta, comunque, una vasta possibilità di incremento degli abitanti teorici, anche perché gli ambiti non sono nuovi, ma sono tutti ambiti di rigenerazione. Infine, abbiamo previsto una connessione dei servizi, come già si vedeva dal Piano di rigenerazione, attraverso reti verdi e mobilità dolce. Grazie dell’attenzione. Questi sono i punti principali. Io lascerei la parola all’architetto Moriggi per entrare più nel dettaglio dei contenuti del Piano.
MORIGGI ‒ Architetto Buongiorno a tutti. Cercherò di integrare quanto l’assessore ha già anticipato, dando un quadro del lavoro che è stato fatto e delle attività che hanno portato alla presentazione, oggi, in Consiglio comunale, della variante. Noi abbiamo, sostanzialmente, lavorato su quello che era il Piano di governo del territorio vigente, con una variante fatta nel 2019, quindi anche abbastanza recente, ma che aveva la necessità di una serie di aggiornamenti. Prima di tutto un aggiornamento rispetto a quelli che erano gli obiettivi che l’Amministrazione si era posta, che l’assessore ha già enunciato. Quindi, chiaramente, la concretizzazione di quelle progettualità e di quelle indicazioni che l’Amministrazione aveva dato in sede di impostazione del mandato amministrativo avevano conseguentemente bisogno di una modifica e di una integrazione dello strumento urbanistico. Nel frattempo, sono avvenute anche una serie di altre cose all’esterno dell’Amministrazione comunale. Alla scala regionale sono stati aggiornati alcuni documenti fondamentali, tra cui il Piano territoriale regionale, che è stato definitivamente aggiornato e approvato nel 2021, con il recepimento della normativa sul consumo di suolo, quindi con l’indicazione vincolante ai Comuni di intervenire in un determinato modo, quindi, chiaramente, la necessità di adeguarsi a quelle indicazioni. In più, sempre a livello regionale, pur non avendo avuto un’approvazione formale, comunque è diventato uno strumento di lavoro molto importante, è stato elaborato il Piano di valorizzazione del paesaggio. Regione Lombardia ha effettuato un lavoro di rilettura e, soprattutto, di approfondimento dei caratteri delle qualità, delle peculiarità del paesaggio lombardo, individuando una serie di ambiti territoriali e caratterizzando in modo molto più puntuale e molto più preciso l’elemento paesaggio, evidenziandone le caratteristiche ambientali e le caratteristiche paesaggistiche, quindi mettendo anche i Comuni, nel momento in cui si affronta la redazione della strumentazione urbanistica, nelle condizioni di poter utilizzare al meglio queste indicazioni. Sicuramente questi sono stati due contributi interessanti, che vengono sintetizzati e di cui diamo conto nelle prime parti della relazione progettuale. Abbiamo, poi, fatto una ricognizione, sempre alla scala sovracomunale, per capire quali erano le tendenze, quali erano le dinamiche in atto nel territorio della Provincia di Varese nel complesso, in modo particolare di questa parte del territorio a cui appartiene Solbiate Olona, che, dal punto di vista statistico e dal punto di vista territoriale, appartiene ai Comuni della Valle dell’Olona. Da questo punto di vista, abbiamo utilizzato studi che sono stati fatti da Confindustria e da Camera di Commercio per capire quali erano le dinamiche in atto, quindi quali erano gli scenari che si prospettavano. Infine, il terzo lavoro che è stato fatto è stato quello di fare un bilancio dell’attuazione del Piano vigente. In quattro anni di attività urbanistica, pur non essendo complessivamente ai livelli degli anni scorsi o, magari, di un decennio fa, qualcosa è successo. Gli interventi sono stati fatti. L’Amministrazione stessa ha portato avanti dei progetti, ha portato avanti degli interventi. Altro elemento su cui abbiamo lavorato, quindi, è stato proprio quello di fare un bilancio. Sostanzialmente, la prima parte del nostro percorso è stato quello di individuare quelle che in questo schema state chiamate “condizioni emergenti”, per cui l’insieme di tutto ciò che stava avvenendo. Dopodiché, sono stati messi in atto i criteri di revisione, le linee guida e gli indirizzi per la variante. A questo punto, è stato sposato il contenuto tecnico con quelle che erano le indicazioni di carattere politico, per arrivare a individuare, a livello strategico, i temi e gli argomenti di carattere strategico, per poi arrivare alla redazione della variante. Il prodotto finale considera tutta una parte di lavoro, quindi porta avanti e conferma una parte di lavoro, soprattutto di ricognizione, che ha ereditato dalla variante precedente. Nell’elenco della documentazione che è stata depositata vedrete sempre due date. Una è la data 2019, perché comunque ci sono degli elaborati che vengono confermati e portati avanti, e fanno parte di questa variante. E poi avrete tutta una serie di elaborati, che sono gli elaborati di progetto, e tutta la parte normativa, che è stata aggiornata al 2023. Dal punto di vista normativo, tengo a precisare che il lavoro è stato fatto in modo veramente molto mirato e chirurgico. Nel confronto con l’Amministrazione, anche negli incontri pubblici che abbiamo avuto, non sono emerse necessità di cambi radicali dell’impianto normativo. Quindi, il lavoro che è stato fatto è stato quello di andare a modificare puntualmente una serie di cose, di articoli, di definizioni, magari di alcune questioni che nel frattempo sono emerse come problematiche. Il lavoro più importante che è stato fatto è stato quello di recepire, all’interno delle norme del Piano delle regole, le definizioni tecniche generali che Regione Lombardia ha dato a tutti i Comuni lombardi, con l’approvazione del Regolamento edilizio tipo. Il Comune di Solbiate ad oggi non ha ancora un nuovo Regolamento edilizio, però, come la norma regionale dice, queste definizioni sono immediatamente prevalenti su quelle comunali. L’Amministrazione aveva una serie di definizioni che corrispondevano all’attuale Piano e che erano superate da queste di Regione Lombardia. Abbiamo sostituito le vecchie definizioni con quelle nuove, in modo che, quando l’Amministrazione avrà il nuovo Regolamento edilizio, la normativa tecnica sarà già coerente, quindi il Regolamento edilizio potrà essere elaborato con un suo percorso e con una sua valorizzazione. Nei documenti, anche per avere modo sia voi in questa fase, ma soprattutto i cittadini nella fase delle osservazioni, i tecnici nella fase delle osservazioni, abbiamo lasciato una versione aggiornata delle norme, quindi documento di piano, piano delle regole, piano dei servizi, e poi abbiamo comunque inserito una versione con evidenziate tutte le modifiche che sono state introdotte, di modo che, scorrendo velocemente le norme, si possa vedere e valutare immediatamente qual è il portato del lavoro che è stato fatto. Quindi, un lavoro molto mirato. Abbiamo lavorato di più sul documento di piano perché, come avrete modo di vedere, sono cambiati gli obiettivi, gli obiettivi sono stati ridefiniti, sono cambiate le quantità, sono cambiati gli ambiti. È stato fatto un lavoro un po’ più approfondito. Il documento di piano, essendo un documento più di carattere strategico, è stato allineato alle indicazioni e agli obiettivi dell’Amministrazione comunale. Prima, magari, di scorrere velocemente le slide, un’informazione di carattere tecnico relativa alla parte di percorso che abbiamo fatto. Siamo arrivati a questa fase dopo aver esperito la fase di verifica di assoggettabilità VAS. Sono state fatte le due Conferenze nell’ambito della procedura di VAS: la prima Conferenza con la presentazione del documento di scoping, con la raccolta dei pareri preliminari degli Enti competenti; la seconda Conferenza, più di carattere decisorio, sempre con la presentazione del rapporto ambientale, della sintesi non tecnica e delle schede di approfondimento. Sono stati raccolti i pareri degli Enti. Da questo punto di vista, l’Amministrazione ha manifestato la disponibilità ad accogliere soprattutto i due pareri più importanti che sono arrivati. Uno è il parere di Regione Lombardia, Settore Foreste, che ha chiesto alcune integrazioni di carattere normativo da inserire nel Piano, e queste sono state accolte, e ha chiesto di inserire, dal punto di vista tecnico, l’aggiornamento 8 della distribuzione dei boschi all’interno del territorio comunale, ed è stato fatto. E poi è stato accolto l’altro parere, quello della Provincia di Varese, nell’ambito della procedura di VAS, che segnalava tutta una serie di questioni. È stato anch’esso accolto, anche a seguito di un’interlocuzione che abbiamo fatto direttamente con i funzionari della Provincia di Varese. Per il resto, sono arrivati pochi altri pareri e non sono arrivate osservazioni da parte dei cittadini. Da oggi, qualora il Consiglio comunale deliberasse l’adozione della variante di Piano, si apre l’ultima fase, ovvero il Piano verrà pubblicato. Tutti i cittadini, quindi, dal giorno della pubblicazione avranno 30 giorni per poterne prendere visione direttamente oppure sul sito. Oggi c’è anche la modalità informatica che ci aiuta nella consultazione del Piano. Per 30 giorni il Piano sarà visionabile. Nei successivi 30, i cittadini, le associazioni, tutti potranno presentare osservazioni al Piano. Una volta emendata, ovvero esaminata, controdedotta e motivatamente respinta, accolta o accolta parzialmente ogni singola osservazione, il Piano tornerà in Consiglio comunale per la sua approvazione finale. Una volta approvato definitivamente, il Piano, per diventare efficace, ha bisogno della pubblicazione sul BURL, ovvero devono essere predisposti gli shapefile del Piano, un termine tecnico per dire, sostanzialmente, che il Piano deve essere validato da Regione Lombardia per quanto riguarda il suo contenuto di carattere informatico. Una volta approvato da parte di Provincia di Varese e Regione Lombardia, viene pubblicato sul BURL. Da quel momento diventa a tutti gli effetti efficace. Questo è un po’ il percorso che ci aspetta. Nei prossimi mesi sarà questa la fase conclusiva di questo percorso amministrativo. Questo è l’impianto, il lavoro che abbiamo fatto. Dal punto di vista, invece, dei contenuti, velocemente, questa è la carta di sintesi dello stato di attuazione del Piano vigente. Come ha già anticipato l’assessore, abbiamo recepito, approfondito e, soprattutto, inquadrato in un contesto generale il lavoro sulla rigenerazione urbana che era già stato fatto dall’Amministrazione comunale. Qui c’erano già delibere del Consiglio comunale, che sono state recepite e sono state inserite all’interno dello strumento urbanistico. Così come è stata fatta una ricognizione, rispetto al tema del consumo di suolo, su quelli che sono stati gli ambiti attuati e gli ambiti non attuati, che sono stati evidenziati in questa carta. Per quanto riguarda il quadro interpretativo e l’aggiornamento dei contributi, questa è la sintesi dei dati. I due dati più significativi sono, da un lato, dal punto di vista demografico, uno scenario, una prospettiva che sempre di più ci dice che nei prossimi anni la popolazione avrà un’età media sempre più elevata e che la dinamica demografica ad oggi è decisamente stabile, se non, in molti Comuni, in riduzione. Questi sono scenari di cui si è tenuto conto nella definizione delle capacità insediative del Piano. Un altro dato emerge dall’approfondimento sul sistema economico produttivo. Soprattutto per quanto riguarda la struttura produttiva della Valle dell’Olona, è emersa una vivacità, nonostante la difficoltà, nonostante la serie di problemi che si sono succeduti negli ultimi anni. In ogni caso, il tessuto produttivo di questa zona della Provincia di Varese ha tenuto, non ha dinamiche negative e, piano piano, si sta rimettendo su andamenti positivi. Un altro contributo interessante ci è stato dato dal Piano strategico per la competitività del territorio Varese 2050, elaborato da Confindustria, che ha dato ‒ anche qui ‒ una serie di scenari e di dinamiche evolutive molto interessanti, che sostanzialmente confermano che questo territorio ha le potenzialità per poter continuare a confermare e a consolidare questo ruolo economico importante, quindi un peso e una presenza di attività economico-produttive significative. Questa carta è una sintesi di quello che vi dicevo prima. Questa è la sintesi degli elementi del paesaggio che caratterizzano Solbiate Olona e il territorio di riferimento. Quel lavoro che vi dicevo, predisposto da Regione Lombardia. Sulla base, quindi, di queste indicazioni sono stati definiti gli obiettivi strategici alle varie scale. Abbiamo individuato tre sistemi, che erano già stati declinati dal precedente Piano. Noi li abbiamo aggiornati e li abbiamo integrati. Abbiamo aggiunto un riferimento, quelli che abbiamo chiamato obiettivi strategici di carattere territoriale. Abbiamo voluto dare comunque un inquadramento e una lettura delle dinamiche urbanistiche del vostro territorio all’interno di uno scenario di carattere più ampio, quindi di carattere territoriale. Abbiamo individuato questi tre obiettivi, che poi sono le previsioni strategiche per Solbiate Olona; il contenimento del consumo di suolo, perché riteniamo che, nonostante questo sia un obiettivo più puntuale, di livello comunale, nei numeri e nel rispetto delle indicazioni normative, di fatto, vada inquadrato in uno scenario di carattere generale; e poi abbiamo voluto introdurre il tema della transizione ecologica del sistema territoriale, perché anche questo è un argomento che sicuramente è già entrato nel nostro modo di operare, ma sempre di più diventerà un elemento importante su cui confrontarci nelle dinamiche di sviluppo del territorio. Quindi, obiettivi strategici di carattere territoriale e poi obiettivi definiti per ciascuno dei sistemi. Sistema ambientale. Anche qui, abbiamo individuato obiettivi strategici, obiettivi specifici e azioni di piano, che sono stati, poi, sintetizzati in questa carta che, ad esempio, è una di quelle che ha sostituito in toto quella del precedente Piano. Qui abbiamo, sostanzialmente, sintetizzato. Poi abbiamo gli obiettivi che riguardano il Sistema insediativo. Anche qui, sono stati ridefiniti, rideclinati, soprattutto con questo obiettivo fondamentale, che era quello di individuare le potenzialità di sviluppo e le modalità di sviluppo e di crescita urbanistica all’interno del tessuto urbano consolidato, ovvero di ciò che già oggi è stato compromesso dal punto di vista urbanistico, quindi di ciò che già oggi è infrastrutturato, dotato di urbanizzazioni, quindi è già pronto per ospitare delle attività di carattere residenziale, produttivo, commerciale. Sulla base di questa scelta fondamentale, è chiaro che, dall’altra parte, abbiamo eliminato tutte le previsioni che compromettevano nuovo suolo. Come anticipava l’assessore, la capacità di sviluppo del territorio è completamente individuata all’interno delle opportunità che ci sono all’interno del tessuto edilizio. Anche qui, il precedente Piano non definiva la capacità edificatoria dei lotti liberi. Un lavoro di ricognizione e di verifica, usando il database topografico, usando Google Maps e usando anche le informazioni che abbiamo ricevuto dall’ufficio tecnico, ci ha consentito di individuare all’interno del territorio edificato una certa quantità di aree che in futuro potranno ospitare interventi. È chiaro che sono tutti interventi di medie e piccole dimensioni, ma oggi, prevalentemente nelle nostre realtà, vengono promossi questi interventi. Oggi si fa fatica a trovare interventi importanti dal punto di vista delle quantità. Oggi gli interventi che vengono portati avanti, che vengono promossi, che vengono messi sul territorio sono interventi con poche unità immobiliari. Quindi, questi lotti sicuramente diventano opportunità interessanti. In più, la capacità insediativa è composta anche dagli ambiti di rigenerazione urbana che sono stati individuati e, comunque, dalla capacità insediativa residua di alcuni interventi urbanistici che sono in fase di attuazione, tipo l’intervento di recupero dell’ambito che ospita il supermercato Tigros piuttosto che altri interventi che sono in fase di attuazione. Infine, il terzo sistema è quello infrastrutturale, che bene o male ha lavorato poco dal punto di vista della viabilità. Ormai il sistema infrastrutturale, con l’avvenuta realizzazione della Pedemontana nella parte nord, ha assunto una sua configurazione definitiva dal punto di vista della rete. Abbiamo lavorato su alcuni piccoli interventi e su alcune piccole proposte di 10 adeguamento della rete, ma soprattutto abbiamo lavorato nel definire un sistema di mobilità ciclabile che, partendo ‒ anche qui ‒ da quanto già esiste, da quanto era già stato fatto e da quanto era già stato previsto, ha individuato una serie di progettualità e di integrazioni per definire una rete completa, per far sì che la gente si possa muovere in bicicletta all’interno di tutto il territorio comunale e, soprattutto, cercare di portare questo sistema di ciclabilità sia verso i Comuni vicini sia verso la valle dell’Olona. Quindi, sono stati individuati e definiti una serie di percorsi. Questi, quindi, sono i temi di carattere strategico. Per agevolare poi la lettura di queste progettualità, abbiamo fatto una carta che, sostanzialmente, riassume tutte le progettualità di questa variante. Sono circa trenta progettualità che costituiscono, sostanzialmente, tutte le azioni previste da questa variante. Questa carta è quella che poi le rappresenta tutte, le riassume e le declina. Nella relazione le trovate descritte e articolate in modo molto più puntuale. Alla fine, la nuova tavola delle previsioni di Piano è quella che vedete dove, sostanzialmente, sono stati eliminati tutti gli ambiti di trasformazione a destinazione residenziale non attuati, ovvero quello previsto nella parte sud del territorio comunale. Sono stati eliminati gli ambiti a destinazione produttiva, in modo particolare quello previsto a nord del golf. Sono stati confermati tutti gli ambiti di rigenerazione previsti lungo il tracciato della SP2, dividendoli in tre categorie: gli ambiti di rigenerazione all’interno dei nuclei storici, gli ambiti di rigenerazione a destinazione residenziale all’interno del tessuto urbano e gli ambiti di rigenerazione a destinazione per attività economiche prevalentemente lungo la SP2, e poi, all’estremo est, gli ambiti lungo la valle dell’Olona, come opportunità per cercare di aprire un dialogo, di aprire un confronto con le proprietà e verificare se ci sono le condizioni per poter riutilizzare queste aree. Chiaramente le indicazioni sono precise, nel senso che vengono escluse in questi ambiti tutte le destinazioni di carattere residenziale, perché è un’attività che non si può insediare, in quanto siamo all’interno delle fasce PAI, e quindi abbiamo una normativa molto, molto rigida e specifica. Abbiamo dato delle indicazioni di carattere generale per l’insediamento di attività di servizi o di attività private di uso pubblico. Chiaramente è una declinazione in questa fase molto generica, ma che comunque è una prima apertura di un’eventuale e possibile dialogo. Chiaramente, sono state date delle indicazioni precise sulla necessità di mantenere gli edifici di archeologia industriale o comunque che hanno un valore di carattere storico-architettonico; questo, nel momento in cui si dovesse aprire un dialogo, attraverso una prima fase di negoziazione e di confronto, soprattutto sulle caratteristiche e sulle modalità di intervento per quanto riguarda gli edifici esistenti. Queste tre schede degli ambiti di rigenerazione lungo la valle dell’Olona hanno delle indicazioni ben precise, ma allo stesso tempo sono quelle più di livello generale, perché necessitano di una fase di confronto con le proprietà. Abbiamo poi individuato, a seguito di richieste da parte delle proprietà, due ambiti di trasformazione nella zona nord, al limite del confine con Fagnano, di potenziamento di attività esistenti, una nel comune di Fagnano e l’altra, invece, sempre nel Comune di Solbiate. Questi sono gli ambiti di trasformazione che sono stati inseriti all’interno della variante. Poi, il lavoro che è stato fatto è stato quello della verifica delle aree agricole. Riprendo il dato che anticipava l’assessore in precedenza: è sicuramente un bilancio ecologico importante quello che viene proposto dalla variante, ovvero, complessivamente, il consumo di suolo è stato fatto confrontando quella che era la situazione urbanistica al 4 dicembre 2014, ovvero il giorno di entrata in vigore della legge regionale n. 31 sul consumo di suolo. Quindi, il confronto è riduzione del consumo di suolo da dicembre 2014 allo strumento urbanistico che si sta portando avanti. Complessivamente, quindi, in questo periodo, in questo arco temporale, la riduzione del consumo di suolo è stata di 37.878 metri quadri, di cui 13.000 è il contributo dato dalla variante del 2019. Quindi, già con la variante del 2019, l’Amministrazione comunale aveva già fatto un primo passo, mentre con questa variante a questi 13.000 metri quadri, che quindi abbiamo mantenuto, che sono stati un’eredità che abbiamo portato avanti, son stati aggiunti 24.730 metri quadri. Questa variante mette in campo una riduzione del consumo di suolo di ulteriori 2,5 ettari, il che significa che, alla fine, la riduzione del consumo di suolo si avvicina a quelli che sono gli obiettivi del 50 per cento, che poi è l’obiettivo tendenziale che tutti i Comuni dovranno raggiungere entro il 2030 piuttosto che il 2050, a seconda di quelle che saranno le indicazioni che Regione Lombardia darà a tutti i Comuni. Da questo punto di vista, è stata data un’ulteriore accelerazione nella logica del rispettare le indicazioni. Questo è il conteggio puntuale, quindi chiaramente il prospetto che ci dice come le aree escono dalle previsioni edificabili ed entrano nelle destinazioni di carattere agricolo. L’altro aspetto, invece, è la conferma del meccanismo compensativo/perequativo. Il vostro Piano aveva un meccanismo perequativo/compensativo ben strutturato rispetto a quello che magari mi è capitato di ritrovare in altri PGT, quindi è un meccanismo che era molto preciso, molto puntuale su alcune progettualità e soprattutto dava all’ente pubblico il controllo della situazione. Questo meccanismo è stato confermato. È stato riorientato e riaggiornato. Per cui, con le quantità che sono state messe in gioco, abbiamo sempre una quantità di volumetria, di capacità edificatoria generata, che può trovare degli atterraggi all’interno delle aree. L’importante è che la quantità generata sia inferiore alla capacità di atterraggio di questa capacità edificatoria. Questa tabella dimostra che, a fronte di 7.000 metri quadri di diritti edificatori generati, c’è la possibilità di poterne collocare circa 7.400. Questo è un bilancio, così come nel precedente Piano, che dimostra la fattibilità di questo meccanismo che viene proposto. Mi avvio alla conclusione. Per quanto riguarda il dimensionamento del Piano, questi sono gli ambiti a destinazione residenziale. La cosa che ha fatto piacere nel parere che provincia di Varese ha dato sulla VAS è stato constatare che il dimensionamento del Piano è coerente sia con gli scenari sovracomunali e quindi con le previsioni fatte da Regione Lombardia, ma sia anche e soprattutto con le dinamiche in atto. Troverete nella relazione un paragrafo che spiega ed entra nel merito di come questo scenario demografico è pienamente calzante con quelle che sono le dinamiche in atto, la capacità del territorio, ma soprattutto il fatto che la capacità insediativa futura è tutta inserita all’interno di aree che non sono oggetto di consumo di suolo, ovvero con interventi che vanno ad utilizzare al meglio il patrimonio esistente. Qui abbiamo il riassunto di quelli che sono gli ambiti di rigenerazione urbana, dove abbiamo sempre cercato di mettere insieme alla residenza anche delle funzioni compatibili. Per cui, non è un obbligo ma è comunque un’opportunità che viene data a tutti gli ambiti, quella di poter abbinare, oltre alla destinazione residenziale, anche delle funzioni compatibili. Abbiamo poi gli ambiti di rigenerazione urbana a prevalente presenza di attività economiche. Come vi dicevo in precedenza, sono quelli lungo la SP2. Abbiamo poi gli ambiti di trasformazione, e abbiamo la ATP2, che è l’ambito produttivo previsto dal precedente Piano in fase di istruttoria, così come la ATPL1 in fase di istruttoria. Quindi, questi due ambiti sono 12 stati chiaramente confermati, sono stati inseriti con le loro quantità e con le loro previsioni così come da Piani attuativi o permessi di costruire convenzionati presentati dall’Amministrazione. Poi, come dicevo, sono stati introdotti i due ambiti ATP1 e ATP3, che sono due ambiti produttivi collocati nella parte nord del territorio comunale. Vengo agli ultimi due temi. Per quanto riguarda il dimensionamento dei servizi, chiaramente abbiamo lavorato sul canovaccio di quella che è la situazione esistente, che sostanzialmente ci porta a dire che al 2023, quindi ad oggi, la dotazione è di 33,21 metri quadri per abitante. La previsione al PGT attuato nel 2033 è quella di 36,96 metri quadri per abitante, quindi una dotazione che è in crescita ragionevole e quindi sicuramente ben al di sopra, perché, vi ricordo che la dotazione minima prevista è quella di 18 metri quadri per abitante, quindi siamo ben al di sopra rispetto a quella che è l’indicazione minima di carattere regionale. Di consumo di suolo e bilancio ecologico ne abbiamo già parlato in precedenza. Infine, l’ultimo tema riguarda la rete ecologica comunale. Il Piano precedente aveva sì un’indicazione, aveva una tavola che riassumeva un po’ alcune proposte. Noi, partendo da quella tavola, abbiamo maggiormente articolato e maggiormente declinato il concetto e le progettualità della rete ecologica, che in questo caso sono confluite da una parte nell’indicazione di strategie, di obiettivi e di azioni, per cui, anche per la rete ecologica comunale siamo entrati nel merito e abbiamo dato delle indicazioni. Dal punto di vista normativo, abbiamo inserito all’interno delle norme del Piano dei servizi una serie di indicazioni che definiscono quelle che sono le progettualità, quelle che sono le modalità di intervento per gli interventi relativi alla rete ecologica comunale. Chiaramente, all’interno della rete ecologica comunale, è confluito anche tutto il tema della ciclabilità, perché la ciclabilità è uno degli elementi fondamentali delle reti ecologiche, in quanto consentono, da un lato, la fruibilità del territorio e dall’altro la possibilità di potersi muovere, con modalità sostenibili, all’interno del territorio comunale. Chiudo dicendo che, per quanto riguarda tutti gli ambiti soggetti a pianificazione attuativa o permesso di costruire convenzionato, abbiamo aggiornato e adeguato le schede. Per cui, chiaramente sono state eliminate le schede degli ambiti di trasformazione che sono stati riportati ad agricolo, e sono state aggiornate e integrate tutte le schede degli ambiti di trasformazione che sono rimasti. In più, sono state inserite le schede degli ambiti di rigenerazione. Io avrei finito. Grazie.
SAPORITI – Sindaco Ringrazio l’Assessore Catone e l’Architetto Moriggi per la presentazione

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