10 Febbraio - Il Giorno del Ricordo
"Il Giorno del Ricordo - ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda guerra mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo".
Alla sciagurata guerra fece seguito per gli Istriani, i Fiumani, i Dalmati e gli altri Italiani abitanti di quelle zone un succedersi di crimini contro l'umanita': ostilità, repressione, terrore ed esecuzioni sommarie.
Questi orrendi avvenimenti, storia vissuta, hanno guadagnato rispetto, dignità, ascolto e sono diventati monito e responsabilità per il futuro.
Solo cosi' il ricordo, anche il più doloroso, anche quello che trae origine dal male, può diventare seme di pace e di crescita civile.
E non si puo' dimenticare il fatto che i sopravvissuti e gli esuli, insieme alle loro famiglie, hanno tardato a veder riconosciuta la verità delle loro sofferenze.
Una ferita che si è aggiunta alle altre gia' subite.
E' importante che questa memoria sia affidata alle generazioni del domani, affinché possano tramandarla e contribuire alla creazione di un Paese migliore.
Una società dove vengano rispettate le libertà di tutti, la tolleranza e la dignita' umana, evitando la sopraffazione e la violenza.
La Legge n. 92 del 30 marzo 2004 riconosce quale «Giorno del Ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”

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